Mitologia classica - Z
Zacinto
Figlio di Dardano, fu compagno di Eracle, ed ebbe in custodia i buoi di Gerione per condurli a Tebe.
Durante il viaggio, però, fu morso da un serpente, e fu quindi sepolto sull'isola dello Ionio, che da lui prese il nome.
Zagreo
Il suo nome significa "Colui che è lacerato a brani", ed era figlio di Zeus e Persefone.
Era anche noto come Sabazio.
Zagreo era un dio di origine cretese, territorio centrale per la dottrina misterica orfica.
Lo si chiamava "Secondo Dioniso". Il primo era stato Phanes ("Il Brillante"), che era nato da un uovo d'argento formato da Crono con l'Etere e il Caos, e poi ingoiato da Zeus per poter detronizzare il padre.
Quando Zagreo nacque, Zeus lo affidò ai Cureti. Era, però, gelosa, ordinò ai Titani di divorarlo.
Il piccolo dio tentò di sfuggire ai suoi nemici mutandosi in ogni forma possibile, per ultima quella di toro. Ma i Titani lo presero per le corna, lo fecero a pezzi e lo divorarono.
Atena riuscì a recuperare il suo cuore e lo portò a Zeus, che lo inghiottì. Con questa procedura ottenne il seme per il terzo Dioniso, quello che generò alla fine con Semele.
Per punire i Titani, poi, Zeus li fulminò, e dalla loro cenere nacque la stirpe degli Uomini, figli del male (Titani) ma con una scintilla del divina Dioniso (l'anima).
Zeus
Figlio di Crono e di Rea, fu il re e il padre degli dei e degli uomini.
Originariamente era il dio del cielo luminoso, dei fenomeni atmosferici, della luce e del calore. In seguito divenne il signore del fulmine, del tuono e della tempesta, attraverso la quale manifestava la sua volontà, che solo il Fato poteva piegare.
Gli dei gli dovevano obbedienza, e chi provava a ribellarsi era severamente punito: quando Poseidone e Apollo ci provarono, vennero cacciati dall'Olimpo, e perfino sua moglie Era - per la stessa colpa - fu appesa a testa in giù sugli abissi.
Per sottrarlo al padre Crono, che - avvisato da un oracolo che uno dei suoi figli lo avrebbe detronizzato - risolveva il problema divorandoseli tutti, sua madre Rea lo nascose a Creta, sul monte Ida, dove venne accudito dalle ninfe Adrastea e Melissa. Queste lo nutrirono col latte della capra Amaltea, figlia del Sole, e con il miele dell'ape Panacride, e col nettare che ogni giorno un'aquila gli portava.
Per non far sentire a Crono i gemiti e i pianti del bambino, inoltre, i Cureti si esibivano in danze rumorose, in cui battevano i loro pesanti scudi di bronzo l'uno contro l'altro.
Grazie a tutti questi accorgimenti, Zeus divenne adulto, e costrinse il padre Crono a vomitare i suoi fratelli, grazie ad una speciale bevanda preparata da Metis. Poi, con l'aiuto dei fratelli e dei Giganti e degli Ecatonchiri (che aveva liberato dal Tartaro), combattè il padre Crono per dieci anni, al termine dei quali lo spodestò.
Gea, allora, irritata dal fatto che Zeus aveva gettato nel Tartaro i Titani alleati di Crono, partorì con il Tartaro il mostro Tifone, aizzandolo contro Zeus.
Il dio sconfisse il mostro, ma le difficoltà non erano finite: anche i Giganti si ribellarono a lui, con l'intenzione di appropriarsi dell'Olimpo. Con l'aiuto degli altri dei, anche stavolta Zeus ebbe ragione sui nemici.
Divenuto unico e incontrastato signore dell'Olimpo, si divise con i fratelli il dominio sul cosmo: tenne per sè il cielo, mentre attribuì a Poseidone il mare e ad Ade gli inferi.
Zeus ebbe diverse spose: Metis (vedi) fu la prima, ma venne da lui divorata perchè era stato predetto che avrebbe partorito un figlio che lo avrebbe spodestato. Ma Metis era già incinta di Atena quando Zeus la divotò, per cui la dea nacque da una ferita alla testa dello stesso Zeus.
In seconde nozze si unì a Temi ("La Legge Naturale"), e con lei generò le Ore o Stagioni (Eirene, Eunomia, Dike) e le Moire. Infine si sposò con Era , madre di Ares, Efesto, Eris ed Ebe.
Ci sono poi da considerare tutte le varie amanti. Con Dione ebbe, secondo alcuni, Afrodite; con Eurinome le Cariti, con Mnemosine le Muse, con Latona Apollo e Artemide, con Demetra Persefone, con Maia Hermes, con Alcmena Eracle, con Elettra Giasone, Armonia e Dardano, con Pluto Tantalo e Taigete Lacedemone, e poi ancora amò Europa, amò Leda, Persefone, Danae, assumendo forme diverse (toro, cigno, serpente, polvere d'oro), e i figli nati da questi amori furono considerati dalle famiglie più illustri del mondo ellenico come capostipiti.
Il culto più antico di Zeus era quello praticato al santuario di Dodona, dove c'era anche un suo famoso oracolo. Un altro centro importante per il culto di Zeus fu Egina, da cui si diffuse poi in tutta la Grecia. A lui erano dedicate le Olimpiadi, le feste Olimpiche che si tenevano ogni quattro anni al santuario di Olimpia, dove sorgeva il tempio più bello dedicato al dio, con una gigantesca statua d'oro e d'avorio, opera di Fidia.
Gli erano sacri l'ulivo e la quercia, e i suoi attributi erano l'aquila, lo scettro e la folgora.
Zeus vantava più di trecento epiteti, tra cui i più famosi erano Acreo ("Signore delle Vette"), Horchios (" Signore dei Giuramenti"), Xenios ("Signore dell'Ospitalità"), Bulaios ("Signore delle Adunanze"), Soter ("Salvatore del popolo"), Efestios ("Signore del Fuoco") e Gamelios ("Signore delle Nozze").
A Roma fu identificato con Iuppiter (Giove).
|
Sezioni
Fate e Folletti
Fiabe e Favole
Il Filo Rosso
Mitologia Celtica (in costruzione)
Mitologia Orientale (attiva la sezione di Mitologia Giapponese)
Vampiri
Riferimenti
Forum
Per contattarci
La Torre di Vetro - il blog
Link
Encyclopedia Mythica: mithology, folklore and religion
Foundation for Mythological Studies
Greek Mithology Link
Living Myths
Mythimedia - Greek Myth in Today's Culture
Mith Index
Perseus Digital Library
The Endicott Studio - dedicated to myth and its expression through literary, visual & performance arts
Theoi Greek Mithology - Exploring Mythology & the Greek Gods in Classical Literature & Art
Timeless Myths
Women in Greek Mythology
Bibliografia
L. BRUIT-ZAIDMAN, P. SCHMITT PANTEL, La religione greca, Roma-Bari 1992.
W. BURKERT, La religione greca di epoca arcaica e classica, Milano 2002.
A.M. CARASSITI, Dizionario di Mitologia Classica, Roma 1996.
P. GRIMAL, Enciclopedia della Mitologia, Milano 2004.
K. KERÉNYI, Religione Antica, Milano 2001.
J. SCHEID, La religione a Roma, Roma-Bari 1983.
M. VEGETTI (a cura di), L'esperienza religiosa antica, in Introduzione alle culture antiche, III, Torino 1992.
Opere consigliate
Le edizioni di riferimento sono, ovviamente, puramente indicative.
(PS.) APOLLODORO, La biblioteca, Milano 1995.
APOLLONIO RODIO, Argonautiche, Milano 2007.
ARISTOFANE, Le Rane, Milano 1998.
ESCHILO, Tutte le tragedie, Roma 1991.
ESIODO, Le opere e i giorni, Milano 2006.
ESIODO, Teogonia, Milano 1984.
EURIPIDE, Tutte le tragedie, vol. I e II, Roma 1997, 1991.
NONNO DI PANOPOLI, Le Dionisiache, vol. 1-3, Milano 2003.
OMERO, Iliade, Torino 1950 e 1990.
(PS.) OMERO, Inni omerici, Milano 1996.
OMERO, Odissea, Milano 1991.
OVIDIO, Le Eroidi, Milano 2006.
OVIDIO, Le metamorfosi, Milano 2007.
SOFOCLE, Tutte le tragedie, Roma 1971, 1991.
VIRGILIO, Eneide, Milano 2007.
|