Mitologia classica - V

Vacuna

Vacuna era un'antichissima dea sabina, a cui era dedicato un fatiscente santuario presso la villa di Orazio, sulle rive della Licenza.
Gli scoliasti l'hanno identificata in modo piuttosto vago, ora con Diana, ora con Minerva, ora con la Vittoria.
Di lei, purtroppo, non è rimasta alcuna leggenda.

Valeria Luperca

Il mito di Valeria Luperca comincia con un'epidemia che aveva cominciato ad infestare la città di Faleria.
Consultato dai cittadini, l'oracolo stabilì che si dovesse sacrificare a Giunone una vergine all'anno, in modo da far cessare la morìa. La cruenta pratica fu allora messa in pratica, e così un anno la scelta cadde su Valeria.
Ma nel momento in cui la giovane stava per trafiggersi presso l'altare, un'aquila sopraggiunse, le tolse di mano la spada e lasciò cadere un bastoncino accanto al martello rituale che c'era sull'altare. Poi, allontanandosi, abbandonò la spada su una giovenca che passava su un prato vicino.
Valeria interpretò le indicazioni che l'uccello sacro le aveva dato, e sacrificò la giovenca, per poi prendere il martello e toccare con esso i malati, che immediatamente vennero guariti.

Veiove

Antichissimo dio romano, identificato con Apollo. Aveva un santuario sul Campidoglio e uno sull'isola Tiberina.
Era un dio infernale, pare legato alle paludi e alle manifestazioni vulcaniche.
Nemmeno di lui abbiamo leggende. Sappiamo che era un dio gentilizio, legato alla famiglia degli Iulii.

Venere

Originariamente, Venere (Venus) era una divinità latina che possedeva un santuario presso Ardea, prima ancora della fondazione di Roma.
La sua identificazione con la dea della bellezza e dell'amore Afrodite giunse in un secondo tempo (nel II secolo a.C.): inizialmente, Venere pare sia stata un demone mediatore della preghiera (anche se tutto ciò non è molto chiaro).
La gens Iulia la considerava una sua antenata, essendo derivata da Iulo, figlio di Enea, a sua volta figlio di Venere.

Vertunno

Vertunno era un dio etrusco a cui, a Roma, all'entrata del Foro, era stata dedicata una statua.
Si diceva che avesse il dono di trasformarsi in tutte le forme che voleva.
Ovidio parla del suo amore per la ninfa Pomona, probabilmente perchè Vertunno era protettore della vegetazione e degli alberi fruttiferi.

Vesta

Vesta era una dea romana assai arcaica, che presiedeva al fuoco e al focolare domestico.
Come la greca Estia (vedi), faceva parte dei dodici grandi dei.
Il suo culto fu introdotto a Roma, pare, da Romolo, e di esso era responsabile il pontefice massimo, assistito dalle Vestali.
Il suo tempio si trovava però non nella città palatina, ma sul Foro romano (e quindi fuori dalla città attribuita a Romolo). Per questo ci sono dubbi sulla sua introduzione da parte del primo re romano.
Il suo animale sacro era l'asino (tratto arcaico), l'animale mediterraneo per eccellenza.
Il giorno delle Vestali, feste che si tenevano a giugno, gli asinelli erano coronati di fiori e non lavoravano. Per spiegare questa singolare usanza, in un secondo tempo prese piede una leggenda che raccontava che la dea, casta fra tutte, fu protetta proprio da un asino da Priapo, che aveva cercato di sedurla.

Vulcano

Divinità romana, a cui era dedicato un flamine e una festa, i Volcanalia, il 23 agosto.
Sembra che ad introdurlo a Roma sia stato Tito Tazio, ma altre tradizioni sostengono che a dedicargli il primo tempio sia stato Romolo, usando il bottino di una guerra.
Durante i Volcanalia si era soliti gettare nel fuoco piccoli pesci o altri animali. Si credeva che queste offerte rappresentassero vite umane, che venivano quindi offerte al dio.
Nemmeno Vulcano (come molto spesso capita per gli dei squisitamente romani) non ha alcuna leggenda, a parte quelle che ha acquistato in seguito alla identificazione con il suo omologo greco, Efesto (vedi).
L'unico accenno leggendario a Vulcano sembra essere la sua (discussa) paternità di Caco (vedi) o di Caeculo, o ancora del mitico re Servio Tullio (vedi).

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Theoi Greek Mithology - Exploring Mythology & the Greek Gods in Classical Literature & Art
Timeless Myths
Women in Greek Mythology


Bibliografia

L. BRUIT-ZAIDMAN, P. SCHMITT PANTEL, La religione greca, Roma-Bari 1992.
W. BURKERT, La religione greca di epoca arcaica e classica, Milano 2002.
A.M. CARASSITI, Dizionario di Mitologia Classica, Roma 1996.
P. GRIMAL, Enciclopedia della Mitologia, Milano 2004.
K. KERÉNYI, Religione Antica, Milano 2001.
J. SCHEID, La religione a Roma, Roma-Bari 1983.
M. VEGETTI (a cura di), L'esperienza religiosa antica, in Introduzione alle culture antiche, III, Torino 1992.



Opere consigliate

Le edizioni di riferimento sono, ovviamente, puramente indicative.
(PS.) APOLLODORO, La biblioteca, Milano 1995.
APOLLONIO RODIO, Argonautiche, Milano 2007.
ARISTOFANE, Le Rane, Milano 1998.
ESCHILO, Tutte le tragedie, Roma 1991.
ESIODO, Le opere e i giorni, Milano 2006.
ESIODO, Teogonia, Milano 1984.
EURIPIDE, Tutte le tragedie, vol. I e II, Roma 1997, 1991.
NONNO DI PANOPOLI, Le Dionisiache, vol. 1-3, Milano 2003.
OMERO, Iliade, Torino 1950 e 1990.
(PS.) OMERO, Inni omerici, Milano 1996.
OMERO, Odissea, Milano 1991.
OVIDIO, Le Eroidi, Milano 2006.
OVIDIO, Le metamorfosi, Milano 2007.
SOFOCLE, Tutte le tragedie, Roma 1971, 1991.
VIRGILIO, Eneide, Milano 2007.




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