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Mitologia classica - A Acheloo Figlio di Oceano e Teti, era la maggiore divinità fluviale greca. Per Omero, era addirittura superiore ad Oceano, ed era in grado di assumere sembianze diverse. Durante una lotta con Ercole, che gli contendeva la promessa sposa Deianira, si trasformò - ad esempio - in serpente e poi in toro. Ma Ercole riuscì non solo a batterlo, ma anche a strappargli uno dei corni che aveva. Acheloo, allora, si gettò nel fiume Toante (oggi Aspropotamo), che prese il suo nome. Achille Figlio di Peleo, re dei Mirmidoni, e di Teti, ninfa marina, è uno degli eroi più famosi della mitologia greca. Famoso per l'invulnerabilità ottenuta grazie alla madre, che lo immerse ancora bambino nel fiume infernale Stige, e per la sua unica debolezza al tallone (unica parte rimasta fuori dall'acqua), fu educato prima da Fenice e poi dal centauro Chirone. Ade Figlio di Crono e Rea, era il dio degli Inferi. Combattè assieme ai fratelli Zeus e Poseidone contro il padre e i Titani per il potere sull'Olimpo. In seguito alla vittoria, i tre fratelli si spartirono il mondo: a Zeus andò il Cielo, a Poseidone il Mare, e ad Ade gli Inferi, all'interno della Terra. Admeto Re tessalo di Fere, partecipò alla spedizione degli Argonauti e alla caccia del Cinghiale Calidonio. Adone Figlio di Cinira, re di Cipro, e di Mirra. Fu allevato in Arabia dalle Naiadi, e crebbe come un ragazzo tanto bello che perfino Afrodite se ne innamorò. Afrodite Ci sono varie versioni riguardo all'origine di questa dea. Una prevede che sia nata dalla spuma del mare, fecondata dal seme di Urano. Questo è quello che racconta, ad esempio, Esiodo. Agamennone Re di Argo, figlio di Atreo. Fu lui il capo degli Achei nella spedizione di Troia. Dopo che suo zio Tieste uccise suo padre, Agamennone e suo fratello Menelao si rifugiarono a Sparta, dal re Tindaro, di cui sposarono le figlie (rispettivamente Clitemnestra ed Elena). Aiace Ci sono due personaggi mitici che portano questo nome. Alcesti Figlia di Pelia, si sposò con Admeto, diventando simbolo dell'amore coniugale. Admeto, ammalatosi gravemente, ottenne dal dio Apollo la possibilità di salvarsi se, in cambio della sua salvezza, si fosse sacrificato al posto suo qualcuno della sua famiglia. Ma solo Alcesti, sua moglie, si rivelò disposta a sostituire il marito per salvargli la vita. Alcinoo Re dei Feaci, era nipote di Poseidone e padre di Nausicaa. Fu un ospite illustre: si prese cura di Ulisse, quando naufragò nella sua isola, e gli offrì una nave per ritornare in patria, e in seguito ospitò anche gli Argonauti, Giasone e Medea, inseguiti dai Colchi. Alcione Era figlia di Eolo, re dei Venti. Si sposò con Ceice, figlio di Lucifero, l'astro del mattino. I due, secondo una versione, erano così orgogliosi della loro unione che la paragonarono a quella tra Zeus ed Era. Per punire la loro tracontanza, allora, le due divinità li trasformarono in smergo lui, in alcione lei. Alcitoe o Alcatoe Figlia di Minia, re di Orcomeno. Le sue vicende sono legate al diffondersi dei riti dionisiaci. Lei e le sue sorelle Leucippe e Arsinoe (le Miniadi) li trovavano empi, e rifiutarono di parteciparvi, rimanendo a casa a tessere. Il dio, allora, per punizione le trasformò in pipistrelli, e le tele che stavano tessendo divennero foglie di edera e di vite, piante sacre a Dioniso. Alcmena Figlia di Elettrione, re di Micene, andò in sposa ad Anfitrione. Aletto Vedi Erinni. Amazzoni Le Amazzoni erano donne guerriere provenienti dalla Cappadocia. La loro comunità era particolare per il loro rifiuto verso i maschi. Solo una volta all'anno le Amazzoni si univano ai Gargareni e generavano figli: le bambine venivano tenute al villaggio, i maschi invece venivano uccisi. Anchise Figlio di Capi e di Temide, fu re di Dardano e fu amato da Afrodite, da cui ebbe Enea. Sembra che, per non aver rispettato un giuramento, fu reso cieco o storpio da Zeus. Virgilio racconta che riuscì a scappare da Troia in fiamme grazie al figlio Enea, e che fu seppellito ad Erice, in Sicilia. Andromaca Fu la moglie di Ettore e la madre di Astianatte. Andromaca è una delle eroine tragiche destinate a sopportare un destino continuamente avverso: dopo la morte del marito e la caduta della città, fu costretta ad assistere all'uccisione del figlio, che venne gettato dai Greci giù da una rupe. Divenne poi schiava e moglie di Neottolemo, figlio dell'assassino di suo marito. Poi, dopo la morte di questo (o dopo che questo l'ebbe ripudiata), sposò Eleno, fratello di Ettore. Andromeda Figlia di Cefeo, re di Etiopia, e di Cassiopea. Ci sono più versioni del suo mito: la più nota racconta che Cassiopea, vantandosi del fatto che lei e la figlia fossero più belle delle Nereidi, si attirò l'ira di Poseidone, che scatenò contro il loro territorio un mostro marino. L'unico modo per placare questo mostro sarebbe stato il sacrificio della bella Andromeda. Anfiarao Anfiarao era re di Argo, figlio di Oicleo e di Ipermestra. Era guerriero e indovino, e grazie a questa sua dote sapeva che sarebbe morto partecipando alla spedizione dei Sette contro Tebe, guidata dal cognato Adrasto. Per evitare questa sorte, cercò di nascondersi, ma venne tradito dalla moglie Arifile, che rivelò a Polinice dove si nascondesse. Così Anfiarao dovette partire, ma prima ordinò al figlio Alcmeone di vendicarlo uccidendo la madre se non fosse tornato. E così fu. Anfitrione Figio di Alceo, Anfitrione era re di Tirinto e marito di Alcmena. Suo zio Elettrione, re di Micene, gli promise la figlia in sposa se fosse riuscito a vendicare gli altri suoi figli, uccisi dai Tanfi. Per errore, però, uccise anche Elettrione, e dovette così rifugiarsi con la moglie a Tebe. In un secondo tempo riprese la sua guerra contro i Tafii, compiendo la sua vendetta. Durante la sua assenza, Zeus riuscì ad amare sua moglie, lasciandola incinta di Ercole. Anfitrite Figlia di Oceano e Teti, era amata da Poseidone. Per sfuggirgli, tentò di nascondersi nelle profondità del mare (o, per altri, sul monte Atlante), ma venne scoperta da due delfini. I due animali la portarono su una carro a conchiglia al loro signore, che la sposò. Dalla loro unione nacque Tritone. Antigone Antigone faceva parte della "progenie maledetta" originata dall'unione tra Edipo e sua madre Giocasta, ed è diventata nel mito simbolo dell'amore filiale e del sacrificio. Fu lei ad accompagnare il padre cieco nell'esilio a Colono, ma la sua figura è legata all'episodio che si colloca durante la guerra contro Tebe. Antinoo Ci sono due personaggi mitici che hanno questo nome. Apollo Apollo, uno dei più rilevanti membri del pantheon greco, nacqua nell'isola di Delo assieme alla sorella gemella Artemide. Presenta una complessità notevole, sia per quanto riguarda le sue origini che per quanto riguarda i suoi attributi. Forse inizialmente nasce come divinità solare, ma la cosa non è assodata, anche se di certo lo diventa in un secondo tempo. E Apollo risulta allo stesso tempo essere dio della luce, della musica, delle arti, della medicina (non per niente è il padre di Asclepio) ma anche delle pestilenze, e della profezia.
Si impossessò dell'oracolo di Delfi, uccidendo il serpente Pitone, figlio di Gea. Aracne Aracne era figlia di Idmone, un tintore di Colofone. Era così abile nell'arte di tessere la tela che sfidò la dea Atena ad una gara di ricamo. Secondo alcune versioni, vinse Aracne, mentre per altre vinse la dea. Quello che è comune a tutte le storie, è che Atena non si risparmiò di vendicare la tracotanza di quella mortale che aveva osato sfidarla, e la trasformò in ragno, animale famoso proprio per la sua capacità di tessere tele. Ares Figlio di Zeus e di Era, era dio della guerra sanguinaria. Fu allevato da un altro dio della guerra, Enio, e divenne violento e sanguinario. Si raccontava che fosse sempre accompagnato da Phobos ("paura"), Deimos ("terrore") ed Eris ("discordia"). Nei miti si scontra spesso con un'altra divinità legata alla guerra, Atena, che incarna però l'aspetto stategico e razionale dello scontro, e che infatti finisce sempre per spuntarla sull'avversario. Aretusa Aretusa era una delle Nereidi, figlia di Nereo e di Doride. Era molto pudica, e apparteneva al seguito di Artemide. Ma quando il dio fluviale Alfeo la vide mentre si bagnava nelle sue acque, si innamorò di lei e tentò di rapirla. Aretusa, allora, invocò Artemide, e la dea corse in suo aiuto avvolgendola in una nube. Argo Così si chiamava la nave parlante che fu usata dagli Argonauti per arrivare ad Eea, e anche il fedele cane di Ulisse, il primo a riconoscere il suo padrone nonostante il travestimento da mendicante. Ma Argo era anche un gigante con cento occhi, che era stato incaricato da Era di custodire Io, la ninfa che Zeus aveva trasformato in mucca. Grazie ai suoi cento occhi, infatti, Argo aveva la possibilità di rimanere sempre sveglio, e sfuggire al suo controllo era impossibile. Argonauti Gli Argonauti erano i cinquanta compagni che partirono assieme a Giasone alla conquista del Vello d'Oro, a bordo della nave Argo. Arianna Principessa di Creta, era figlia di Minosse e di Pasifae. Essendosi innamorata di Teseo, lo aiutò a sopravvivere al labirinto del Minotauro, dandogli un gomitolo di filo per non perdersi. Dopo l'uccisione del mostro, partì assieme a lui, ma Teseo non era innamorato di lei, e quindi la abbondonò dormiente sull'isola di Nasso. Qui la trovò Dioniso, che si innamorò di lei e la fece sua sposa. Aristeo Era un pastore, figlio di Apollo e della ninfa Cirene. Benchè fosse promessa a Orfeo, si innamorò di Euridice e la inseguì fino a che la ragazza non fu morsa da una vipera, che la uccise. Sposò poi Autonoe, figlia di Cadmo. Da lei ebbe un figlio, Atteone, che divenne un famoso cacciatore. Quando morì fu trasformato nella costellazione dell'Acquario. Arpie Queste creature erano figlie di Taumante (divinità marina) e dell'oceanina Elettra, ed erano due o tre, a seconda del mito. Artemide Artemide, sorella gemella di Apollo e nata come lui a Delo, era figlia di Leto (o Latona), e divenne dea della caccia, degli animali e della Luna. Si raccontava che percorresse i monti dell'Arcadia accompagnata dalle sue ninfe. Aveva gli stessi attributi del fratello, fra cui l'ira e la vendetta. Ascanio Era il figlio di Enea e della sua prima moglie Creusa. Scappò da Troia assieme al padre e al nonno, e regnò sui Latini dopo la morte di Enea. Ascanio sconfisse gli Etruschi e fondò Albalonga, la città madre di Roma. Asclepio Dio della medicina, figlio di Apollo e di Coronide, figlia di Flegias. Coronide, che era già incinta di Asclepio, tradì Apollo unendosi ad un altro uomo. La vendetta del dio non si fece attendere, ma il dio decise di salvare il figlio che la donna portava in grembo, salvandolo dal fuoco che divorava la madre. Lo affidò all'educazione del centauro Chirone, e imparò così bene come curare i malati che riuscì anche a resuscitare i morti. Infastidito dal suo comportamento, Ade istigò Zeus a eliminarlo. Atalanta Ninfa figlia di Scheneo ("uomo dei giunchi"), re di Sciro. Era così abile nella corsa che promise di sposare l'uomo che sarebbe riuscita a batterla. Ma nel caso in cui il pretendente fallisse, Atalanta era autorizzata a ucciderlo. Atena Figlia di Zeus e Metis, nacque sbucando fuori dalla testa del padre, aperta da Efesto per liberarlo dal dolore che l'aveva preso. Infatti Zeus aveva inghiottito la prima moglie, Metis ("saggezza"), temendo che generasse un figlio che fosse destinato a detronizzarlo, ma Metis era già incinta di Atena. Atlante Atlante era un gigante, figlio di Giapeto e Climene. Per aver aiutato i Titani nella lotta contro gli dei olimpici, Zeus lo condannò a reggere il mondo sulle spalle (secondo altre versioni, Atlante avrebbe dovuto reggere la volta celeste). Atlantide Isola mitica di cui parla Platone nel Timeo e nel Crizia. Sembra che l'isola sorgesse a ovest delle Colonne d'Ercole, e che fosse abitata dal popolo degli Atlanti, nato dall'amore di Poseidone per Clito. Atlantide avrebbe sostenuto una guerra contro Atene, ma l'isola venne inghiottita dal mare , per punire l'immoralità e la tracotanza dei suoi abitanti. Atreo Re di Micene, figlio di Peloep e Ippodamia e fratello di Tieste. I nomi dei due fratelli sono legati ad un orrendo delitto: per vendicarsi del tradimento del fratello, che aveva sedotto sua moglie, Atreo uccise i nipoti e li servì a pranzo ad un banchetto a cui partecipò anche Tieste. Atropo Vedi Moire Atteone Figlio di Aristeo e di Autonoe, fu allevato da Chirone, che gli insegnò a cacciare. Si macchiò di empietà spiando Artemide mentre si faceva il bagno, e fu trasformato da lei in cervo, e subito dilaniato dai suoi stessi cani. Attis Attis era un giovane pastore che era amato dalla dea Cibele. In suo onore, il ragazzo fece voto di castità, ma lo infranse per una ninfa (per altri fu per Sangaride, figlia del re di Pessinunte). Per vendicarsi, Cibele lo portò ad un accesso di follia, durante il quale Attis si evirò, morendo dissanguato. Impietosita, comunque, la dea lo trasformò in un pino, e le gocce del sangue versato divennero le violette. Averno Letteralmente il nome significa "senza uccelli", ed era chiamato anche Inferi, Tartaro, Ade, Erebo. Si credeva che fosse la porta dell'inferno, e lo si immaginava vicino a Cuma, dalle parti dei Campi Flegrei, zona paludosa. Il nome deriverebbe dal fatto che le acqua stagnanti emanassero esalazioni talmente mefitiche che uccidevano tutti gli uccelli che vi volavano sopra. |
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