Horus

Un intervento di LorusGra

Nell’antichità il dio Horus era ritenuto il più importante e la più antica divinità d’Egitto.
Dio solare dalla testa di falco, figlio di Iside, dea della fecondità e Signora della Magia, e di Osiride, dio dell’oltretomba; Horus veniva spesso rappresentato da un occhio o da un disco solare con le ali da sparviero, i quali simboleggiavano la spietata acutezza dello sguardo giustiziere, al quale non sfugge niente della vita intima o pubblica di ogni uomo.
Sulla sua nascita ci sono ben due versioni. Secondo la prima, Iside ritrovò la testa del marito Osiride, fatto a pezzi dal fratello Seth, e quando egli aprì gli oggi, si sprigionò un raggio vitale che mise incinta Iside di Horus. Secondo l’altra, invece, la dea in forma di avvoltoio, andò a cercare il corpo del marito nelle paludi del delta e vi si sedette sopra riscaldandolo abbastanza da risvegliare la sua energia sessuale e farsi, così, fecondare.
Horus nacque a Khemmis e crebbe tra le paludi nel più assoluto segreto, ma quando divenne adulto decise di vendicare la morte del padre e intraprese una lunga serie di battaglie contro Seth, l’assassino di suo padre; che lo videro vincitore, ma che gli portarono via l’uso di un occhio.
Gli dei giudicarono onorevole la vittoria di Horus e gli affidarono il trono d’Egitto. Horus regalò a suo padre Osiride l’occhio che aveva perso in battaglia, e, in luogo di questo, si mise un serpente. Da quel momento in poi i regnanti egizi, portarono sempre sulla corona un serpente, simbolo dell’autorità regale.
Nell’antichità, inoltre, si credeva che il dio solare Horus presenziasse all’incoronazione dei faraoni, i quali, quando erano in vita, venivano a lui associati, in quanto rappresentavano la sua incarnazione terrena. Dopo la morte, invece, si diceva che lo spirito di ogni regnante, venisse accolto dal padre di Horus: Osiride. Inoltre si pensava che Horus vegliasse sull’osservanza di riti e leggi.
Il combattimento contro Seth illustra l’eterna lotta della luce, raffigurata del dio solare Horus, contro le tenebre, identificate nell’immagine di Seth; del bene contro il male, rappresentando così i due aspetti del principio divino.
Il culto di Horus si diffuse in tutto l’Egitto, seppur con forme, tradizioni e riti diversi nelle varie località; infatti spostandosi lungo tutto l’Egitto, il dio Horus viene nominato in diversi modi:
-Arpocrate, forma greca dall'egizio Hor-pa-khret, ovvero Horus l’Infante. Qui viene rappresentato come un bambino in fasce, con una corona o atro ornamento regale, nell’atto di succhiarsi il dito o si suggere il seno materno;
-Harendontes, forma greca dall'egizio Hor-me-tef, ovvero Horus vendicatore di suo padre. Appellativo nato dopo la morte di Seth.
-Harmachis, dall'egizio Hor-em-akhet, ovvero Horus che si trova all’orizzonte. Termine usato per indicare la sfinge di Giza.
-Haroesis, dall'egizio Hor-ur, ovvero Horus il Grande. In questa forma si credeva che la Luna e il Sole formassero gli occhi del dio, e che la sua battaglia contro il dio Seth, riassumesse l’eterna lotta tra il giorno e la notte. Veniva venerato a Letopolis.
-Harsiesies, dall'egizio Hor-sa-aset, ovvero Horus figlio di Iside, il quale deciso a vendicare la morte del padre; riuscì a conquistare la vittoria fonale nonostante la perdita di un occhio in combattimento.
-Harsomtus, dall'egizio Hor-sma-taui, ovvero Horus che unisce le Tere. Permise l’unificazione dell’Alto con il Basso Egitto.
-Hor Behedeti, ovvero Horus il Behdetita. Era un dio falcone. Quando suo padre venne attaccato da Seth e dai suoi demoni, Horus volò in cielo alla ricerca dei demoni. Trasformandosi in disco solare con le ali, attaccò le forze di Seth e combatté sia sulla terra, sia nell’oltretomba.
Da questa interminabile guerra, Horus uscì vittorioso e di conseguenza il disco solare, che era il suo emblema, divenne molto popolare in Egitto.

In conclusione il legame tra le diverse mitologie, scaturisce dalla leggenda secondo cui Horus, dio solare, con il suo occhio, vede e prevede tutto. Ma non dimentichiamoci che l’eterna lotta tra il giorno e la notte, tra la luce e le tenebre, tra il bene e il male, non è solo una prerogativa della mitologia egizia, ma viene rappresentata in varie storie e leggende di diverse cultura, compresa nella nostra.









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