Fiorellino Scarlatto

Restando nel filone del folklore russo, ecco, solo per voi, una fiaba narrata da Morfo Blu, che ringrazio sentitamente. Riporto qui la sua email, pari pari con commenti, che mi sembra più genuina di un tentativo di "canonizzazione" da parte mia. Calcolate che è stata scritta di getto. Ma è così che le fiabe mi piacciono, raccontate da chi le ha sentite. Viva la tradizione orale.

C'era una volta in un lontano villaggio un augusto padre (scusa la citazione ma in questo caso di sta davvero bene :P) mercante che aveva tre bellissime figlie.

Il padre viaggiava moltissimo per terra e per mare e da qualunque angolo di mondo visitasse portava sempre stupendi regali alle figlie.
Un giorno, prima della partenza, chiese ad ognuna che cosa desiderassero che portasse loro. La maggiore chiese un bel abito, la seconda chiese una collana e la terza chiese di portarle il Fiorellino scarlatto.
Il padre si stupì della richiesta della più piccola e della sua preferita, ma accettò di buon grado e partì.
Nel suo viaggio di mercante non faticò a trovare i regali per le prime due, ma per la terza proprio non riusciva a trovarlo e pur tuttavia non si dava per vinto perchè quello era il regalo destino alla sua prediletta. 

Un giorno però, durante una tempesta feroce in cui la sua nave e il suo carico vengono distrutti, il padre svenuto viene trasportato dalla marea su una spiaggia meravigliosa.
Sembra un'isola paradisiaca in cui crescevano succosi frutti, meravigliosi alberi e frutti, gli uccelli intonavano deliziosi canti e profumi inebrianti aleggiavano nell'aria.
Il padre, sorpreso e incantato, decide di esplorare l'isola per trovare magari qualcuno che lo possa aiutare a tornare a casa, ma non trova nessuno.
Cammina e cammina viene attratto da un bagliore che ha un che di magico e avvicinandosi scorpre che lo emana un fiore di una bellezza ultraterrena: il fiorellino scarlatto.
Il padre, memore della promessa fatta alla figlia prediletta, lo coglie felice, ma immediatamente il cielo si oscura e gli uccelli smettono di cantare e una voce terribile e possente tuona dall'alto dicendogli che ora lo terrà per sempre prigioniero sull'isola. 
Ma il padre lo prega di lasciarlo andare perchè quel fiorellino è un regalo per la sua figlia prediletta e lui deve assolutamente tornare per darglielo.
La voce gli risponde che gli dovrà portare la figlia sull'isola (non mi ricordo però per quale motivo).
Il padre sconsolato e abbattuto se ne va trovando sulla spiaggia una nuova nave che lo riporterà a casa.
Quando torna consegna il fiorellino alla figlia ma non ha il coraggio di dirle che lei dovrà andare su quell'isola, così passa molti giorni in tristezza e solitudine, fino a che la figlia stessa non trova l'occasione per domandargliene il motivo. 
Il padre le racconta la storia e la figlia, dall'animo coraggioso e gentile, si offre di andare sull'isola.

Così lei parte e approda sull'isola dove viene accolta gentilmente dalla voce che la conduce in un bellissimo castello.
La voce fa apparire per lei gustose pietanze, accende le candele al suo passaggio e si prende cura di ogni minimo dettaglio della sua permanenza lì.
La ragazza non vede mai il proprietario della voce, così gentile e premuroso nei suoi confronti, cosa che comunque non le fa passare la nostalgia di casa.
Più volte chiede al padrone di casa di lasciarla andare via e altrettante volte riceve silenzio in risposta.
I giorni passano e la ragazza scopre che la voce ha un animo delicato e gentile e più volte gli chiede di palesarsi, da farsi vedere, ma riceve sempre un evasivo rifiuto, fino a che un giorno lo vede...
Il proprietario della voce è un orrendo mostro gigantesco, con un volto che non ha nulla di umano, folti peli lungo tutto il corpo, insomma spaventoso.
Tuttavia la ragazza si ricorda dell'animo gentile del padrone di casa e così non teme quel mostro che in effetti è la stessa persona che si è presa cura del suo soggiorno al castello fino ad ora.
La ragazza e il mostro diventano amici, entrambi riconoscono di essere spiriti affini, tuttavia lei vorrebbe sempre tornare a casa dal padre.
Il mostro è restio a lasciarla andare, ma alla fine acconsente.
Le dice che può andare via solo per tre giorni (forse erano meno o di più, non ricordo) perchè altrimenti lui perirà qui in completa solitudine.
Perchè lei lo possa vedere le regala un piatto magico con una mela rossa che ruotando sulla superficie di questo le rivelerà che cosa sta esattamente succedendo sull'isola; in questo modo non ritarderà a tornare.

La ragazza è felicissima e ritorna ad riabbracciare il padre.
Racconta della sua storia e del termine temporale che le è stato imposto e non nasconde di provare un profondo affetto per il mostro, anzi, per l'anima nobile del mostro.
Le sorelle, forse gelose, forse preoccupate per la sorella, spostano le lancette degli orologi della casa indietro nell'ultimo giorno di permanenza della ragazza a casa.
In questo modo la fanciulla non si rende conto di essere in ritardo e quando decide di usare il piatto e la mela magici, vede l'immagine del mostro sdraiato esanime con in mano il fiorellino scarlatto.
Disperata si getta verso la nave e navigando rapidamente giunge sull'isola incantata.
Corre dal mostro ormai quasi senza vita e abbracciandone il corpo piange sincere lacrime di tristezza e amore.
Quelle vere lacrime d'amore sciolgono l'incantesimo e il mostro si trasforma in un giovane e bellissimo uomo che le racconta della maledizione di cui è stato vittima anni fa che solo colei che avrebbe amato il mostro avrebbe potuto sciogliere. 
E vissero felici e contenti con le sorellastre arse di invidia.




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Bibliografia

A. AFANAS'EV, Fiabe popolari russe, Roma 1994.
B. BETTELHEIM, Il mondo incantato. Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, Milano 1977.
J. CHEVALIER, A. GHEERBRANDT, Dizionario dei simboli, Milano 1997.
T. DEKKER, J. VAN DER KOOI, T. MEDER, Dizionario delle fiabe e delle favole a cura di FERNANDO TEMPESTI, Milano 2001.
C.P. ESTÉS, Donne che corrono coi lupi, Milano 1993.
J. e W. GRIMM, Tutte le fiabe, Roma 1993.
C.G. JUNG, La psicologia dell'inconscio, Roma 1989.
T. OZAWA (a cura di), Storie e leggende del Giappone, Milano 1999.
V.J. PROPP, Morfologia della fiaba e , Roma 1976, 1977.
M. TATAR, The classical fairy tales, Norton 2002.
W.B. YEATS, Fiabe irlandesi, Roma 1994.



Altre letture consigliate

H.C. ANDERSEN, Le fiabe, Torino 2005.
A. CARTER, La camera di sangue, Milano 1995.
N. GAIMAN, Smoke and Mirrors: short fictions and illusions, New York 1998.
J. e W. GRIMM, Leggende tedesche (disponibile in ebook in tedesco qui: Deutsche Sagen)
C. PERRAULT, I racconti di Mamma Oca, Milano 1993.
M. TATAR, The hard facts of the Grimm's Fairy Tales, Princeton 1987.
M. WARNER, From Beast to the Blonde: on Fairy Tales and their Tellers, London 1994.



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