Baba Yaga

Baba Yaga, la temibile strega dai denti di ferro, è anche conosciuta come Baba Yaga dalle Gambe Ossute (In russo: Baba Yaga Kostianaya Noga) perché è sottile come uno scheletro, nonostante il suo terribile appetito: in molte leggende chi arriva a casa sua finisce per pranzare con lei (o rubarle il cibo) e scoprire che il suo forno magico contiene ogni ben di Dio. Inoltre esistono altre Baba Yaga, le sue sorelle, che ricorrono meno spesso nelle storie (una di loro è la Baba Yaga Gamba d’oro della leggenda del Campestre Bianco).
Il suo naso è così lungo che sfrega contro il soffitto della sua capanna quando dorme stesa sul forno magico. Viaggia accucciata in un grande mortaio con le sue ginocchia che quasi le toccano il mento e lo incita ad andare più veloce con un pestello. Ogni volta che compare, un vento selvaggio comincia a soffiare, gli alberi cominciano a scricchiolare e le foglie gemono. Stridendo e lamentandosi, una miriade di spiriti la accompagna spesso sul suo cammino.
Quando passa oltre a incitare il suo pestello spazza via tutte le sue tracce con una scopa fatta della betulla d'argento. Può anche volare nel con lo stesso oggetto.
Cammina cammina, si ritrova in un fitto bosco, nel bosco c’è una casetta, nella casetta vive la Baba Yaga.
Baba Yaga vive in una capanna in profondità nella foresta. La sua capanna sembra avere una sua personalità e può spostarsi su enormi zampe di pollo (evidentemente la strega non ama restare a lungo nello stesso posto). La capanna mentre si muove gira su sé stessa e si ferma quando arriva un visitatore. Le finestre della capanna sembrano servire da occhi. Mentre piroetta emette terribili grida e si fermerà solo quando sarà pronunciato un incanto segreto o, come nella fiaba di Ivan-Bovino, una filastrocca (che poi formule magiche e filastrocche abbiano molta differenza, io non credo). Quando si arresta, si volta in modo da porgere la facciata all’ospite, s’abbassa sulle zampe di pollo, aprendo poi la porta.
La capanna a volte (nella famosa fiaba di Vasilissa la Bella per esempio, o in quella di Maria Marina) è circondata da una recinzione fatta di ossa, che contribuisce a tener fuori gli intrusi (come se non bastasse il fatto che la capanna si muove, si avvita su se stessa e grida come una pazza). In cima alla staccionata sono sistemati dei teschi le cui orbite vuote brillano nell’oscurità. Nella fiaba di Maria Marina solo da un osso manca un teschio. Che sia quello che ha dato a Vasilissa nell’altra leggenda?
Quando un ospite entra nella sua capanna Baba Yaga chiede se fugge la sventura o cerca l’avventura, e nella storia di Maria Marina chiede al principe se viene costretto o di sua volontà. Una sola risposta è quella giusta: difatti la vecchia tratta in modo diverso coloro che giungono lì di loro spontanea volontà (come il principe della favola Il re del mare e Vasilissa la saggia) e quelli che invece sono arrivati controvoglia. Per fortuna di chi è mandato controvoglia, Baba Yaga sembra non avere potere sopra i puri di cuore (come Vasilissa la Bella, mandata a chiedere il fuoco alla strega) e quelli di noi che 'sono benedetti ' ovvero protetti dal potere dell’amore, della virtù o dalla benedizione di una madre (e qui mi viene in mente Harry Potter. Potter sarebbe così stupido da andare a curiosare in casa di Baba Yaga e ne sarebbe anche protetto. Peccato).
Baba Yaga governa sugli elementi. I suoi servi fedeli sono il Cavaliere Bianco, il Cavaliere Rosso ed il Cavaliere Nero. Quando Vasilissa le chiede chi essi siano, Baba Yaga risponde: la mia alba luminosa, il mio sole e la mia notte scura. Fra i suoi altri servi ci sono tre paia di mani senza corpo e in qualche modo minacciose, che appaiono in aria e eseguono i suoi ordini.
Un altro strano personaggio che ha servito Baba Yaga è lo stregone Koshchey (Scheletro) Senza-Morte, sul quale farò un altro post, il quale racconta a Maria Marina che ha fatto da pastore per tre giorni alla Baba Yaga curando le sue giovenche che hanno la capacità di fare il giro del mondo in un solo giorno ed evitando che fuggissero. In cambio ne ebbe un puledro velocissimo.
Dalla storia di Vasilissa si presume che Baba Yaga abbia un nemico: qualcuno che per rabbia le ha mescolato i semi di papavero alla terra. Ma non se ne sa altro (o almeno, io non lo so. Se qualcuno conosce chi è questa persona, ci contatti e ci racconti).
Anche se principalmente è ritratta come una vecchia megera terrificante, Baba Yaga può anche interpretare il ruolo di un aiutante o di una donna saggia.
La Madre Terra, come tutte le forze della natura, benchè spesso selvaggia e pericolosa, può anche essere gentile. Nelle sue apparizioni come strega saggia (come per esempio nella fiaba di Danilo Sfortunato), a volte dà consigli e doni magici agli eroi e ai puri di cuore: in una fiaba dona al principe un cavallo possente ed in generale attende ai lati della strada coloro che sono in difficoltà per consigliarli (quindi se andate in Russia siate gentili con le vecchiette…).
Persino nella storia di Vasilissa la Bella la strega risponde alle domande della ragazza. In questa fiaba però le domande sono viste sotto una luce negativa: la vecchia chiede di fare domande dicendo “Parla, ma non tutte le domande portano buon pro: molto saprai, presto invecchierai” e dopo essere stata di nuovo incitata a chiedere, Vasilissa risponde “Mi basta così. Tu stessa hai detto, nonna, chi molto sa, presto invecchia”. In questo caso, dunque, sembra che si voglia avvisare il lettore del pericolo del conoscere.
L’eroe o l’eroina della storia entrano comunque nel dominio della megera, spesso appunto per cercare la saggezza, la conoscenza e la verità. Il principe della storia Vasilissa la Saggia e il re del mare infatti quando vede la casetta pensa “voglio entrarci” e riceverà dalla Baba Yaga cibo e aiuto nella sua impresa. Ella infatti è onnisciente, vede tutto e rivela tutto a coloro che osano chiedere. E’ anche uno spirito del guardiano delle fontane dell’acqua della vita e della salute e nella fiaba Il campione senza gambe e quello cieco due fratelli arrivano alla sua casa, mangiano il cibo della strega (quel famoso abbondantissimo cibo che è contenuto nel forno magico) che li minaccia, ma loro non hanno paura e sono poi condotti alle fonti.
Difatti anche nelle fiabe in cui la Baba Yaga è una strega cattiva, essa premia chi ha il coraggio di ricercare la conoscenza. Nella fiaba di Maria Marina il principe giunge da lei per avere un cavallo come Scheletro senza Morte ed ella accetta alle stesse condizioni che diede a Scheletro: che lui le tenesse le giovenche per tre giorni. Se no il suo cranio sarebbe finito in cima all’unico osso della palizzata sguarnito. Ovviamente questi patti sono sempre a vantaggio della Baba Yaga: come in tutte le fiabe in cui l’uomo fa un patto con una strega o un folletto, questa forza naturale non sarà comunque benevola nei suoi confronti. Ma l’essere umano può comunque farcela a vincere. E qui si può anche capire perché, nonostante la casa inquietante e i servitori altrettanto terrificanti ci sia qualcuno che si spinge fino a lei.
Baba Yaga rappresenterebbe quindi la Megera, dea di saggezza e morte, la Madre Terra, regina delle forze naturali e del ciclo della vita. Selvaggia e indomabile, è uno spirito della natura che porta la saggezza e la morte dell’ego e, attraverso la morte, la rinascita.




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Bibliografia

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Altre letture consigliate

H.C. ANDERSEN, Le fiabe, Torino 2005.
A. CARTER, La camera di sangue, Milano 1995.
N. GAIMAN, Smoke and Mirrors: short fictions and illusions, New York 1998.
J. e W. GRIMM, Leggende tedesche (disponibile in ebook in tedesco qui: Deutsche Sagen)
C. PERRAULT, I racconti di Mamma Oca, Milano 1993.
M. TATAR, The hard facts of the Grimm's Fairy Tales, Princeton 1987.
M. WARNER, From Beast to the Blonde: on Fairy Tales and their Tellers, London 1994.



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