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Gli abitanti del regno fatato Bean - Nighe Bean- Nighe (Ben - Neeyan) significa "Lavandaia". Bisogna augurarsi veramente di non vederla mai, perchè essa è uno spirito che presagisce morte. Infesta i solitari corsi acquatici scozzesi e irlandesi, e la si vede china sull'acqua a lavare panni macchiati del sangue di coloro che stanno per morire. Si crede che le anime delle donne morte di parto si trasformino in Bean - Nighe, e che siano destinate a presagire la morte altrui fino al giorno in cui avrebbero dovuto morire normalmente. Allora saranno libere di ascendere al cielo.Boggart Vi ricordate la storia di Stevenson, "Lo strano caso del dottor Jeckill e Mister Hide"? Se la conoscete, capire il legame che passa tra Brownie e Boggart risulterà estremamente semplice. Del resto, lo stesso Stevenson aveva ammesso di essersi lasciato ispirare da simili creature, che gli erano apparse in sogno. Jeckill e Hide sono due tipi di persone diametralmente opposte, eppure sono la stessa persona. Sono due anime diverse che abitano lo stesso corpo. Tutti noi, infondo, abbiamo due estremi dentro di noi, che nella storia di Stevenson sono estremizzati. E lo stesso accade per Brownie e Boggart: il Boggart è il lato oscuro del Brownie, ciò che questo diventa quando i sentimenti negativi lo dominano.Fisicamente, Boggart e Brownie non differiscono: la loro maggiore differenza è nell'atteggiamento verso l'uomo. Le sue ritorsioni preferite? Un Boggart è capace di distruggere le case, rubare il cibo ai bambini affamandoli, e se proprio è infuriato, è capace di terrorizzare interi quartieri. E prima di irritare un Brownie, ricordatevi che da un Boggart che ce l'ha con voi è impossibile scappare: si racconta che siano estremamente tenaci, e che seguino la loro vittima ovunque, non smettendo di torturarla finchè non saranno soddisfatti. Bogie Questo è un nome piuttosto generico, che indica un insieme di folletti di forme molto diverse tra loro, ma accomunati dal fatto di essere perlopiù pericolosi, dispettosi e capaci di mutare aspetto. Tra i Bogie possiamo annoverare Phooka, i Trow (buffi folletti delle isole Shetland, simili ai Troll scandinavi per la loro avversione alla luce del giorno, e ballerini di una strana danza sbilenca chiamata "Henking") e nientemeno che Puck, il famoso folletto burlone decantato da Shakespeare nella commedia "Sogno di una notte di mezza estate".Brownie Queste creature, originarie della Scozia, si sono poi diffuse in tutta la Gran Bretagna, e a seconda della zona hanno finito per assumere nomi diversi: si chiamano Bwca nel Galles, per esempio, nelle Highlands invece sono noti come Bodach e come Fenoderee sull'isola di Man.Se chiamarli può risultare complicato, visto la grande varietà di nomi che hanno, riconoscerli al contrario è facilissimo: sono omini piccoli e molto irsuti, di carnagione scura, mai più alto di sessanta centimetri, e possono andarsene in giro nudi oppure con cenci strappati di color marrone. E se si dovessero avere ancora dubbi, basterebbe guardare mani, piedi e naso: i Brownie di montagna non hanno divisione nelle dita dei piedi e delle mani, mentre quelli di pianura sono privi del naso. Di natura sono esseri piuttosto schivi e solitari, e originariamente vivevano sotto i picchi delle montagne, o presso dolmen o menhir. Ma poi, col tempo, hanno preferito spostarsi e abitare a stretto contatto con l'uomo, in pollai, granai, fienili o cavita dei muri. Dare ospitalità a un Brownie, del resto, è un grande guadagno: l'essere non si appoggia da parassita alle spalle del suo padrone di casa, bensì lo aiuta in mille modi. Di notte sorveglia gli animali, trebbia e miete i campi, fa commissioni, curano i giardini e distillano il whisky delle Glen scozzesi (per altri si occupano della birra, che amano anche bere). Termina volentieri i lavori lasciati a metà, e fa i dispetti alla servitù pigra per convincerla a rendersi più produttiva.In più sono in grado di rendere fertili le terre improduttive. E in cambio di tutto questo cosa chiedono? Veramente poco: si accontentano di una ciotola di latte o panna, e di qualche ciambella spalmata di miele. E non sognatevi di offrigli di più, pensando di fargli piacere: come molti abitanti del regno delle fate, anche un Brownie lo prenderebbe per un'offesa, e se ne andrebbe per sempre. Tenete conto che anche i Brownie hanno un modo di pensare piuttosto imprevedibile per noi: e irritarlo può essere veramente dannoso. Se arrabbiato, il mite e servizievole Brownie potrebbe trasformarsi nel suo alter ego malefico, il Boggart, e allora sono guai! Il Bwca, alterego gallese del Brownie, ha un modo tutto suo di arrabbiarsi, invece: se viene maltrattato o offeso, un Bwca ve la farà pagare rifiutandosi di lavorare e impegnandosi invece in mille dispetti, dal battere sui muri al lanciare oggetti o persone addirittura, dal rivelare segreti a voci alta a strappare i vestiti e malmenare coloro che l'hanno offeso. Il padrone di casa, in questo caso, deve proteggersi ricorrendo con ferro, acqua santa o croci di sorbo, e per scacciarlo bisogna chiedere aiuto a un saggio. Il Bwca odia gli astemi, che si diverte a infastidire, e anche la gente col naso lungo, il che è strano, perchè lui stesso ne è dotato. Nell'isola di Man, invece, abita il Fenoderee, un Brownie dotato di una forza erculea, che è di grande aiuto ai contadini dell'isola. Sicuramente l'attività che gli riesce meglio è quella di mietere i campi, attività in cui non ha pari. La sua unica pecca è che non è dotato di intelligenza quanto è dotato di forza, e infatti ci sono molte leggende in cui si racconta di come è semplice prenderlo per i fondelli. Nemmeno di bellezza è molto dotato: tuttavia, come ogni Brownie, rifiuterà con disprezzo ad ogni ornamento donatogli dall'uomo. Del Fenoderee si racconta che originariamente appartenesse ai Ferrishyn, una tribù di Elfi appartenente all'isola di Man. Un giorno però, per corteggiare una fanciulla mortale, non si presentò alle feste d'autunno, e ricevette una punizione esemplare: fu privato del suo bell'aspetto, e diventò una creatura sgraziata e solitaria. Il Killmoulis, invece, è un Brownie che abita presso i mulini. Anche lui è fisicamente inconfondibile: ha un naso enorme, ma è privo di bocca. Non si sa davvero come faccia a mangiare, ma probabilmente si infila il cibo nel naso. La presenza di un Killmoulis in un mulino può essere un'arma a doppio taglio: questi esseri sono grandi lavoratori, ma sono anche troppo attratti dagli scherzi e dai dispetti, quindi è facile che spesso i danni che combinano per burloneria risultino maggiori dei meriti per il loro lavoro. I Dobbie sono un genere di Brownie piuttosto stupido. Proprio di un Dobbie era madre uno dei Brownie più famosi di tutta la Scozia, Maggy Mouloch. Maggy Mouloch è protagonista di una leggenda che ha il sapore omerico dell'inganno di Ulisse a Polifemo. Un giorno una fanciulla che aveva bisogno di farina si recò ad un mulino che era frequentato dal Dobbie figlio di Maggy. Questo Dobby cominciò ad importunare la ragazza e a chiederle il suo nome: stanca delle sue fastidiose attenzioni, lei gli rispose di chiamarsi "Proprio io" e poi, per cacciarlo, gli tirò addosso dell'acqua bollente. Il Dobby si rifugiò piangente dalla madre, ma non riuscì ad accusare la ragazza, perchè più la madre gli chiedeva: "Chi è stato?" più lui rispondeva: "Proprio io". Maggy però riuscì a punire la ragazza ugualmente, e poi si rifugiò in un'altra fattoria. Ma il fattore era avido e, approfittando del suo lavoro, licenziò tutta la servitù. Maggy allora entrò in sciopero, si trasformò in Boggart e perseguitò il fattore avaro fino a che non si decise a riassumere i suoi dipendenti. Clauricaune o Cluricaune Il Clauricaune è semplicemente un Leprechaun che, dopo aver ben sgobbato, si gode una buona notte di bagordi. E' un essere piccolo che ha un gusto davvero strano nel vestire: abbina un cappello da notte e una giacca rossi a lunghe calze azzurre, scarpe alte con fibbie d'argento e un corpetto di cuoio. A questa descrizione aggiungete una faccia rubiconda, una bella pancia vistosa, un naso brufoloso e uno sguardo perso nel vuoto e avrete ottenuto l'identikit del Claurichaun.Il legame tra Claurichaune e vino è molto stretto: una leggenda vuole che siano stati loro a rivelare agli Scozzesi come fare il whisky, in cambio dell'ospitalità che avevano ricevuto durante una bufera nel 1620. Non è un caso, quindi, che il suo habitat naturale siano le cantine, dove è ben felice di vivere, visto che accompagna spesso e volentieri i suoi spuntini di topi arrosto e formaggio con fiumi di whisky. Tuttavia è molto attento che qualche servitori non si comporti come lui: guai se becca qualcuno a rubare whisky o comunque vino... il malcapitato dovrà vedersela con i suoi dispetti e i suoi tiri mancini. Quando è ubriaco, anche le pecore e i cani da pastore hanno ragione di temerlo, ma per altri motivi: sembra che uno dei suoi più grandi divertimenti sia quello di cavalcarli al chiaro di luna... Elfi Gli Elfi sono creature che si pongono a metà strada tra la natura umana e quella divina. La visione che ne abbiamo è viziata dal convincimento che questi esseri siano buoni quanto sono belli, ma in realtà non è così semplice. E' vero che molti di loro sono Elfi dell'aria e della luce, e sono quindi creature positive e benevole; ma esistono anche gli Elfi malvagi e perfino quelli grotteschi.La tradizione celtica stessa parla dei Sidhe, un popolo magico riconoscibile per le loro chiome bionde, che potevano essere anche spietati in quanto discendenti dei Tuatha de Danaan, gli antichi dei irlandesi decaduti ma ancora potenti. Di norma, comunque, è vero che i miti parlando degli Elfi come esseri bellissimi di forma, più alti degli uomini e solitamente immortali, capaci di preveggenza e conoscitori di arti magiche. Tuttavia il mondo degli Elfi è piuttosto élitario: non amano nè mischiarsi con gli uomini, nè tantomeno partecipare delle loro vicende o interferirvi, e questo anche se vivono nel mondo dei mortali. Questo loro comportamento li ha coperti di un'aura di nobiltà e di raffinatezza, aumentata dal fatto che sembrano amare molto arti "cortesi", come la musica, il canto e la danza. Esseri acquatici Essendo l'acqua un elemento fondamentale alla vita, è naturale che dalla notte dei tempi sia stata caricata di significati profondi da parte dell'uomo. Ora, questi significati hanno portato a una duplice valenza: l'acqua mostra due aspetti, uno positivo, in quanto dispensatrice di vita; e l'altro negativo, in quando elemento potenzialmente pericoloso e predatore di vite. Queso è il motivo per cui le divinità e gli esseri associati all'acqua hanno sempre avuto un notevole potere, nell'immaginario comune.Fiumi, laghi e mari erano abitati da divinità positive e benefiche, come le ninfe o le dee, ma anche da esseri maligni e ingannatori, come le Sirene, le Lorelei, le Glaistig, le Agane. E spesso queste ultime creature univano in sè il binomio terribile bellezza - inganno. Vediamone alcuni: In Scozia abbiamo Pelle di Conchiglia, un folletto che vive nei ruscelli e che è così chiamato perchè ha il corpo completamente ricoperto di conchiglie. Il suo divertimento è quello di far perdere la strada a chi passa vicino a lui. Quindi è sostanzialmente innocuo. Sempre in Scozia troviamo Urisk, un tipo piuttosto solitario che preferisce gli stagni isolati. Anche Urisk è totalmente innocuo, e anzi cerca la compagnia degli uomini. Ma il suo aspetto strano finisce per terrorizzare tutti, che se la danno sempre a gambe. Caratteristiche simili hanno altre creature come le Agane e le Glaistig: non si sa bene se classificarle come fate o come cos'altro, ma quello che è sicuro è che sono uno dei meglio riusciti esempi di connubio tra bellezza e inganno. Entrambi questi esseri nascondono orrende sembianze dietro a una facciata di splendente bellezza, che di solito sfruttano per ingannare gli umani e cibarsi di loro. Tuttavia entrambe si sanno dimostrare anche gentili e caritatevoli, e spesso aiutano l'uomo meritevole. Delle Agane (diffuse con nomi diversi in tutto il nord Italia) si racconta che abbiano uno o entrambi i piedi rovesciati, e che lavino bianchi fazzoletti nei fiumi di montagna, mettendoli poi a stendere sui parti verdi. Se qualcuno riesce a rubargliene uno senza farsi prendere, avrà enorme fortuna nella vita e diventerà ricco. Peg Power e Jenny Dentiverdi invece sono spiriti famosi per la loro crudeltà nel divertirsi a annegare e divorare i bambini. Peg Power abita nel fiume Tees, mentre Jenny vive in un fiume dello Yorkshire. Entrambe sono descritte come streghe dalla pelle verde, lunghissimi capelli e denti ovviamente aguzzi. Si dice che si avvicinino silenziosamente alla vittima e che, afferrandola, la trascinino inesorabilmente nelle profondità acquatiche. Probabilmente queste sono figure inventate dalle madri per convincere i figli troppo vivaci a stare lontano dalle sponde non protette dei fiumi. Le Asrai sono delicate silfidi che si sciolgono in una pozza d'acqua se esposte alla luce del Sole o catturate, mentre le Fate Foca (in Iralnda Roane) si trovano nei mari tra le isole Orkney e Shetland, e sono in grado di abbandonare le loro pelli da foca per assumere le sembianze di splendide fanciulle. Se un uomo riesce a rubare la pelle abbandonata, la Fata Foca deve diventare sua moglie. Ma se dovesse ritrovare la pelle rubata, tornerebbe immediatamente alla sua libertà in mare. Cavalli acquatici Tra Scozia e Irlanda esiste una categoria particolare di elfi delle acque: quella dei cavalli acquatici. Anche se hanno nomi diversi, presentano tutti delle caratteristiche comuni (tra cui la tendenza a mostrarsi per lo più in forma equina e - più raramente - di pesce o di uomo) per cui si possono considerare come una famiglia unica.Vediamo alcuni rappresentanti di questa famiglia. Il Kelpie abita i fiumi e i torrenti scozzesi, e - parimenti a Phooka - si diverte a ingannare gli uomini col suo aspetto da mite cavallino, convincendoli a salirgli in groppa per poi farli finire in acqua con un bel tuffo. Sembra che, mentre si allontana, colpendo con la coda la superficie dell'acqua riesca a produrre il rumore di un tuono. Tuttavia si può catturare un Kelpie: se si riuscisse a mettergli addosso le briglie, il Kelpie sarebbe costretto a servire il suo cacciatore. Ma se qualcuno dovesse scioglierlo dalle briglie, la creatura tornerebbe immediatamente libera. Ben più pericoloso del Kelpie è invece l'Each-Uisge (Ech- ooshkya) o Aughisky (Agh-iski), che invece è conosciuto anche in Irlanda, e che abita gli stretti e i mari. Finchè lo si cavalca nell'entroterra, non è molto rischioso averci a che fare, ma appena la creatura sente l'odore dell'acqua del mare, è meglio allontanarsi immediatamente! L'Aughisky, infatti, non si limita a far fare un bagno indesiderato alle sue vittime, ma - molto più crudelmente - le trascina in acqua e qui le divora, risparmiandosi di mangiare solo il fegato, o il cuore o i polmoni del malcapitato. A volte può manifestarsi con le sembianze di un uccello. Ucciderlo è possibile, e allora - come prova della riuscita dell'impresa - troveremo a riva una disgustosa gelatina, simile - in consistenza - a quella delle meduse. Ma lo scettro come cavallo marino più orrendo va sicuramente al Nuckelavee, che abita nei mari scozzesi. Questo essere di forma equina ha zampe che in parte sono piume, ha una bocca enorme e vede attraverso un unico occhio, sempre infuocato. All'altezza della vita ha un orrendo torso con braccia tanto lunghe da arrivare fino a terra, e ha anche una testa grandissima che ondeggia come se il collo fosse troppo debole per tenerla ferma. Ma il dettaglio sicuramente più disgustoso è che non è ricoperto da pelle: e così si può osservare come il sangue nero gli scorra attraverso le veen gialle, e come i tendini bianchi e i muscoli rossi si muovano e si contraggano in armonia ai suoi movimenti. Un metodo sicuro per liberarsi da un Nuckelavee è quello di attraversare un corso d'acqua dolce. Ne ha una tale ripugnanza che sicuramente lascerà in pace il malcapitato che l'ha trovato sulla sua strada! Folletti delle miniere Ci sono molti tipi di folletti che rientrano in questa categoria.I Picchiettanti ad esempio, che abitano le miniere di stagno nel Devon e nella Cornovaglia. Sono così chiamati perchè indicano la presenza di vene ricche con fitti picchietii, in modo che gli uomini li sentano e se ne accorgano. Anche se, come ogni folletto, non resistono alla tentazione di fare scherzi, sono piuttosto cordiali. Per ingraziarseli basta poco: basta lasciare qualche boccone di pasticcio in avanzo per i Picchiettanti, che lo gradiranno molto. Se invece i minatori sono così avidi da non lasciare un boccone, allora i folletti si irriteranno e cominceranno a portare sfortuna. Abbiamo visto che in generale i Picchiettanti sono generosi, e aiutano l'uomo a trovare lo stagno. Ma ce ne sono alcuni un po' più avidi e gelosi delle loro proprietà, i Picchiettanti di una vecchia miniera nel Dartmoor in cui, oltre allo stagno, ci sono anche vene d'oro. Se qualcuno prova a intrufolarsi nel loro territorio, i folletti vengono subito avvisati dagli uccelli e si affrettano a far precipitare il temerario. Meglio desistere... La versione tedesca dei Picchiettanti sono i Coboldi, ma questi folletti teutonici non sono altrettanto gentili, bensì sono molesti e dispettosi e si divertono a disfare il lavoro dei minatori. Sempre in Germania troviamo anche i Wichtlein che annunciano la morte di un minatore battendo tre colpi. Avvertono anche i minatori dei disastri quando stanno per avvenire, facendosi sentire scavare e battere e imitare il lavoro degli uomini. In Galles, invece, i folletti delle miniere si chiamano Coblynau(Koblernigh): sentire il rumore dei loro picconi porta fortuna, significa che la miniera è ricca di materiale. Ma i picconi dei Coblynau non scavano, in realtà: questi folletti si divertono semplicemente a mimare il lavoro umano. Gnomi Sull'esistenza, la natura e il ruolo mitologico di questi esseri ci sono ancora dei dubbi. Pare che il termine "gnomo" derivi da una traduzione sbagliata che combina insieme la radice della parola latina "gnomus" e il verbo greco "gnorizo", "conoscere". Per altri, invece, il termine deriverebbe da un'erronea elisione dal greco gheumos, che può tradursi come "della terra".Qualunque sia la sua origine, comunque, il termine venne usato per indicare una razza di piccola gente che abitava le terre montuose più remote dell'emisfero Settentrionale, in special modo nei Carpazi. Si racconta che questo popolo di creature alte non più di un palmo avesse l'abitudine di scavare miniere e cave nelle montagne, e un po' come i Nani e i Picchiettanti vivevano nelle viscere della Terra. Erano anche abili conoscitori dei metalli e delle pietre preziose, ma i tesori a cui fanno la guardia possono essere anche semplicemente quelli naturali. Pare che i maschi degli gnomi siano orrendi e deformi, mentre le femmine siano bellissime e abbiano una voce angeliche. Non tutti però considerano gli Gnomi come esseri appartenenti al Regno delle Fate. Brian Froud e Alan Lee, ad esempio, sostengono che gli antropologi non vedono grossi motivi a favore della tesi che questi esseri non siano appartenuti alla nostra razza. Si sa che una razza di " piccola gente" popolò le caverne lungo la costa meiterranea della Spagna del Sud, ad esempio. E' plausibile che questi abitatori di carverne abbia finito per ispirare le storie sugli Gnomi. Questa parola, poi, prende piede definitivamente solo nel XVI secolo, grazie agli scritti di Paracelso, un alchimista svizzero che in una sua opera sosteneva che ci fossero quattro esseri spirituali: le ninfe d'acqua, i silfi dell'aria, i pigmei della terra e le salamandre del fuoco. E, nel suo latino, definiva questi pigmei come gnomi, dal singolare gnomus. Froud e Lee concludono che, quindi, questi Gnomi sarebbero semplicemente derivazioni da elaborazioni fantastiche di scrittori recenti. Leanan Sidhe Leanan Sidhe è una figura molto particolare: riesce a collocarsi a metà tra l'essere fatato, la dea e il vampiro.Leanan Sidhe significa "amante fatata", e infatti la sua essenza trasuda desiderio. Un desiderio che si può esplicare in vario modo, dall'amore vero e proprio all'ispirazione artistica. Questo essere estremamente affascinante è dea, in quanto Musa ispiratrice dei poeti, che ella stessa sceglie ed elegge. Ma il prezzo da pagare per poter godere della sua ispirazione è molto alto: perchè se da un lato Leanan Sidhe dà, dall'altro si prende, e prende molto. La vita, ecco quello che chiede questa Musa ai suoi protetti: e qui esplica la sua natura di vampiro. E così abbiamo una specie di "contratto" morboso: gli artisti si nutrono della sua ispirazione. Lei si nutre degli artisti. E' per questo che coloro che vengono ispirati da lei hanno vita sì brillante, ma anche molto breve. La sua natura, quindi, è decisamente ambigua: dispensa e dà, dona grandemente e toglie crudelmente. Tuttavia, per alcuni, il suo potere sull'artista prescelto non termina con la morte dell'umano. Pare che, forse a ricompensa dell'alto prezzo richiesto, Leanan Sidhe porti con sè l'anima del suo protetto nella Terra della Giovinezza, dove grazie all'ispirazione della Dea - demone potrà continuare a coltivare la sua arte. Arte di cui noi, rimasti qui sulla Terra, non potremo mai godere. Leanan Sidhe sembra un essere fatato che, più degli altri, è attratto dall'amore, sia quello che gli altri provano per lei, che quello che lei può provare per gli altri. La sua visione del sentimento è sembra ambivalente, crudele e appassionata allo stesso tempo: approfittando della sua straordinaria bellezza, testa la forza d'animo degli uomini. Se non resistono al suo fascino, saranno suoi schiavi per tutta la vita. Viceversa, se riusciranno a resisterle, sarà lei ad essere loro schiava. Tutto questo può ricordare una figura dell'epica omerica, la maga Circe, che spietata riduce chi non è capace di resistele in maiali e che, invece, davanti a Ulisse che le resiste cede e si innamora di lui. Leprechaun Il Leprechaun (Lep - re - kawn) è un industrioso elfo irlandese, il cui nome significa "artefice di una scarpa". Infatti l'attività di questo folletto è quella del ciabattino, ma con la particolarità di occuparsi sempre di una scarpa sola, mai di due. Allora come oggi continuano nel loro lavoro, sistemando a dovere stivali, scarpe e ciabatte. Tuttavia non sono lavoratori stacanovisti: anche loro hanno dei vizietti niente male, come molti abitanti del Piccolo Popolo... nella fattispecie, sarà molto facile pizzicare qualche Leprechaun intento a bere da grandi boccali o a fumare dalle loro lunghe pipe ricurve, nascosti ad occhi indiscreti dietro tronchi spezzati o dentro a cespugli fitti. Amano anche ballare e suonare, e fare dispetti ad animali come le volpi.A meno che non abbiate bisogno di sistemarvi le scarpe, quindi, meglio che stiate alla larga da questi folletti, vista la loro indole buontempona: se vi capita di imbattervi in ometti vestiti con pregiate stoffe verdi, cappello a tricorno e scarpe con fibbie luccicanti sullo stile del '600 - '700, sappiate che ne avete davanti uno, e che dovete stare molto attenti a voi! Essendo molto bravi nel loro mestiere, i Leprachaun sono spesso possessori di grandi ricchezze, che di solito conservano in pentole d'oro. E questo li rende molto interessanti, perchè se si è abbastanza furbi e scaltri, forse è possibile convincerli a rivelare dove nascondino i loro tesori. Ma attenzione: sono diabolicamente astuti, e faranno di tutto per ingannarvi! Secondo alcune leggende, i Leprachaun porterebbero con sè due borse di cuoio: una riempita con un bel gruzzoletto di monete d'ottone, l'altra riempita da un'unico scellino magico, lo Spre' na Skillenagh o "Scellino della fortuna". Questo scellino è magico perchè, ogni volta che viene speso, alla fine torna sempre nelle mani del suo possessore. Quando un umano riesce a costringere un Leprachaun a dargli parte della sua ricchezza, avendo vinto una gara di indovinelli ad esempio, il folletto tenterà di ingannarlo offrendogli la sacchetta piena di monete d'ottone. Molti uomini, lasciandosi sedurre dal peso e dal tintinnio delle monete, hanno finito per accettarla, rendendosi conto troppo tardi di essere stati buggerati dal diabolico folletto. Ricordatevi, quindi, di scegliere il sacco meno attraente: sicuramente quello scellino magico sarà più gradito di inutili monete d'ottone! Secono altre versioni, invece, bisogna fare in modo di vederlo prima che lui veda noi per costringerlo a rivelarci dove nasconda i suoi tesori, oppure che esaudiscono tre nostri desideri. Ma la loro malizia è tale che bisogna avere cento occhi con loro: basta distrarsi un attimo e il Leprechaun scomparirà e non si farà più vedere, che noi abbiamo esaudito i nostri desideri o no! Tanto per dare un'idea di quanto possano essere maliziosi e furbi, ecco una storia che si racconta sia accaduta veramente. Un contadino era riuscito a farsi rivelare da un Leprechaun dove avesse sepolto una delle sue pentole d'oro. Il folletto l'aveva portato in un prato coperto di erba di San Giacomo, e gli aveva indicato l'unica pianta sotto il quale avrebbe dovuto scavare per trovare il tesoro. Non avendo con sè una pala, il contadino contrassegnò con una giarrettiera rossa la pianta giusta, e poi corse a casa a prendere l'arnese che gli serviva. Ma quando tornò sul posto, con suo grande disappunto trovò che ogni singola pianta di erba di san Giacomo sfoggiava una giarrettiera rossa identica alla sua! Il Leprachaun è sicuramente uno dei folletti che maggiormente è entrato nell'immaginario comune: immagini che lo ritraggono si trovano in ogni bottega o negozio, ed è proprio la sua maschera ad aprire la sfilata il giorno di San Patrizio. Nani I Nani sono creature basse e tarchiate, solitamente dotati di lunga barba e di fattezze simili a vecchi. Niente di strano: i Nani raggiungono la maturità fisica ad appena tre anni, e la loro barba è già grigia a sette anni. Possiamo trovarli nelle montagne della Scandinavia e della Germania, e da qui lavorano all'estrazione di metalli preziosi con cui poi forgiano armi, armature e anche altri tipi di oggetti, spesso magici. Nelle mitologie nordiche svolgono ruoli di una certa rilevanza: furono i Nani a forgiare il martello di Thor, Miolnir, e inoltre anche la lancia Gungnir e Brisinga - men, la collana di Freya... ma anche la chioma nuova per Sif, la moglie di Thor, e corde tanto sottili da poter legare il gigantesco lupo Fenris.I Nani sono molto orgogliosi del loro aspetto, fatta eccezione per i piedi: ogni Nano ha i piedi deformi, e quindi se ne vergogna. Possono avere forma di zampe di uccello, come l'oca o il corvo, oppure posso essere rivoltati all'indietro. E' questo il motivo per cui si coprono con vesti lunghe fino a terra. In più i Nani non possono uscire nella superficie durante il giorno, perchè basterebbe un raggio di sole a trasformarli in pietra, oppure - secondo altre versioni - in rospi. Esistono anche razze di Nani maligne, come i Duergar, che vivono nell'Inghilterra del Nord. Brian Froud e Alan Lee raccontano una storia che ha uno di questi Nani per protagonista. Pare che un viaggiatore si fosse perso a causa del cattivo tempo quando notò una luce non molto lontano da dov'era. Si avvicinò e trovò una capanna di pietra, dentro la quale c'era un focolare debole. Il viaggiatore prese posto su una pietra che stava accanto al fuoco e cominciò a ravvivarlo con bastoncini che trovava vicino a lui. Poco dopo arrivò un Duergar, e si sedette di fronte a lui. Quando il fuoco sembrò spegnersi, il Duergar raccolse uno dei ciocchi che erano vicino al fuoco e ce lo buttò dentro. Quando questo ciocco fu consumato, il Nano gli fece cenno di buttare il secondo ciocco che giaceva lì accanto, ma il viaggiatore rimase fermo: temeva un inganno. I due rimasero immobili fino all'alba, quando improvvisamente il Duergar, la capanna e il fuoco scomparvero, e il viaggiatore si trovò seduto sull'orlo di un precipizio. Se si fosse mosso per prendere il ciocco, sarebbe precipitato nel vuoto. Pixie Sicuramente il lembo di terra con maggiore concentrazione di Pixie (o Pisgie, o Piskie, o Pigsey, o Puggie) è il distretto di Dartmoor, in Cornovaglia. Dartmoor è tanto legata alla loro presenza che molti luoghi hanno preso il nome da queste verdi e dispettose creature: è possibile farsi un giro per il Boschetto di Pixie, o visitarne la Grotta, o perchè no, riposarsi presso la Pietra di Puggie. E se si fa un po' attenzione, forse si riusciranno a sentire il rumore dei loro balzi da una roccia all'altra, o delle loro capriole, o dei campanellini che si portano appresso.Verdi da capo a piedi, a parte i capelli fulvi, e muniti di un buffo cappello calcato in testa: così si mostrano i Pixie a coloro a cui concedono la loro vista. Attenzione: pur non essendo maligno, un Pixie è la quintessenza della bricconeria! La sua passione per i dispetti più vari l'ha reso famoso tra gli uomini. Vediamo alcune delle sue bravate preferite: rubano i pony col favore delle tenebre per cavalcarli selvaggiamente avanti e indietro per la brughiera, infastidiscono le sguattere lanciando loro contro pentole e padelle, ruba dalle dispense tutto ciò che gli fa gola (ed è un vero golosone, anche se il suo piatto preferito restano i mirtilli con la panna, a quanto pare)... ma il suo dispetto preferito è quello di far perdere i viandanti che passano per i boschi. Questa loro abitudine ha originato un vero e proprio modo di dire: quando ci si accorge di aver perso l'orientamento, nelle zone abitate da questi folletti si dice che si ha "un Pixie come guida". Per annullare il suo dispetto, un metodo sembra essere quello di rovesciare la giacca che portate. Questo suo amore per gli scherzi non toglie che un Pixie sia anche un grande lavoratore: spesso si mettono d'impegno per mietere campi di mais per avere in cambio del pane e del formaggio. Attenzione a non essere troppo generosi anche con loro: non che un Pixie non apprezzerebbe.. ma molto facilmente non lavorerà più per voi! Si racconta di un contadino che, impietosito dai vestiti stracciati del Pixie che gli stava mietendo il campo, chiese alla moglie di cucirgli un abito nuovo. Quando il folletto lo vide, tutto contento se lo indossò e disse: "Giacca nuova, panciotto nuovo, braghe nuove!/ Sei fiero tu, son fiero io, non alzerò mai più un dito!". Nonostante sia spesso irritante, si fa sempre bene a non dare troppa corda a un Pixie: è un tipetto molto irascibile. Tuttavia, se proprio volete calmarlo, cantategli una canzone d'amore. Si commuoverà subito, e forse vi lascerà in pace. Phooka o Pooka Difficile parlare di Phooka: in tutti questi anni non si è ancora riusciti a capire se sia un folletto malefico o un semplice mattacchione. Nel dubbio, il consiglio è non inimicarselo...Identificarlo con precisione è difficile anche perchè Phooka è un mutaforma, anche se sembra assodato che non si mostri mai in forma umana, preferendo assumere sembianze perferibilmente animalesche. Il suo nome deriverebbe dal termine celtico "Pok", ossia capra. In effetti, spesso si mostra con le sembianze di una capra. Alcuni lò hanno visto, però, anche come cane, altri come cavallo, o come toro, o asino, o ancora come aquila. La cosa che accomuna tutti questi suoi travestimenti è che assume un colore ebano, interrotto solo dai suoiocchi rossi. Come dicevo, capire quale sia la sua natura è difficile: a volte è capace di azioni veramente crudeli, ma non si capisce se le compia con la vera intenzione di nuocere oppure no. Tra le sue bravate terribili c'è quella di strappare le teste per giocarci a palla, di calciare le donne che vanno al mercato, di rapire i bambini solo per divertirsi a vederli piangere... Un altro dei suoi tiri preferiti è quello di mostrarsi sotto sembianze di docile pony, per convincere le sfortunate vittime a salirgli in groppa: ma appena il posteriore della vittima di turno si è appoggiato alla sua schiena, Phooka inizia una folle corsa al galoppo, attraversando paludi e zone piene di arbusti e rovi, dirupi o fiumi gelati, e conclude questa sua corsa catapultando il poveraccio giù per un fosso, o in una bella pozza di disgustoso pantano. Tra le sue vittime preferite, ricordiamo gli ubriaconi, che di solito si diverte a tormentare fino a che il sole non sorge all'alba. Phooka è un folletto legato agli Incubi, di cui si nutre: da loro sembra prendere l'energia necessaria per vivere. Per altri, si nutrirebbe invece di bestiame e di bambini. Redcap Perfetti rappresentanti dei più bassi istinti dell'avidità sono i pericolosissimi Redcap, tra i più malvagi folletti del Border, cioè della regione di confine tra Scozia e Inghilterra.Auguriamoci davvero di non imbatterci mai in uno di questi: per questo è saggio evitare le vecchie torri, i vecchi castelli in rovina (specialmente quelli che sono stati scenario di crudeltà in passato), luoghi privilegiati dai Redcap come loro residenza. E attenzione: i Redcap sono terribili quando sentono che intrusi stanno entrando nel loro territorio! Non c'è nulla che non farebbero per cacciare il potenziale ladro dei tesori che custodiscono: dalle pietre alle armi che prendono in prestito dai castelli. E se ancora questo non basta, non disdegnano di ricorrere alle loro unghie affilate e ai loro denti aguzzi. Non prendete sottogramba la loro capacità di fare del male: il rosso del cappello che dà loro il nome è proprio quello del sangue delle loro vittime! Per fortuna, identificarli è molto facile: contrariamente a molti altri folletti, tendono a fare molto rumore, tra i cigolii sinistri delle armature e i versi spaventosi che emettono per spaventare gli eventuali curiosi sgraditi. Robin Goodfellow Questo folletto, alto non più di sessanta centimetri e dalla carnagione rossastra, è nato da un germoglio di quercia. Se volete andare a cercarlo, recatevi nelle campagne e nei boschi inglesi, e fate attenzione se vedete un cappellino ornato da piume multicolori. E' in quei posti, infatti, che ama costruire capanne di felci, nascondendole tra alberi e rocce.Vive nutrendosi di selvaggina, formaggio, birra e cedri. Ama suonare la cornamusa, ma anche fare dispetti, come ogni folletto che si rispetti. Tuttavia, come capiamo dal nome, è fondamentalmente buono, e anzi, davvero non sopporta le ingiustizie: gli uomini malvagi e gli scellerati lo temano! Sicuramente un giorno riuscirà a punirli derubandoli o trafiggendoli con le sue frecce precise! Sluagh Sicuramente la più rilevante particolarità di questi esseri è che sono presenti tutt'oggi nel folklore di due regioni molto lontane tra loro: quello irlandese e quello piemontese, e con lo stesso nome. Identificati col nome che è anche il loro grido di battaglia, gli Sluagh sarebbero le anime dei peccatori, che cercano di rimpolpare il loro gruppo con altre anime. E' proprio per evitare che gli Sluagh possano riuscire nel loro intento che si usa chiudere le finestre che stanno ad ovest nella casa di un moribondo: pare infatti che gli Sluagh provengano da quella direzione.E' molto più facile vederli di notte, visto che preferiscono muoversi col favor delle tenebre; se vedete grosse nuvole che si muovono velocemente, forse state guardando proprio un gruppo di Sluagh. Anche gli animali devono stare attenti agli Sluagh, perchè succede spesso che queste creature li uccidano con frecce avvelenate. Nemmeno dopo la morte, comunque, queste anime trovano pace: continuano a combattersi come facevano in vita, e gli scontri sono violenti e cruenti. Infatti, la mattina successiva, il sangue che è stato versato nello scontro si può trovare tutto attorno al campo di battaglia. Spriggan Gli Spriggan fanno parte della categoria dei folletti custodi di tesori. Sono davvero brutti, tetri e d'aspetto inquietante, e come se ciò non bastasse sono anche in grado di gonfiarsi fino ad assumere forme mostruose, tanto da essere stati considerati da alcuni uomini come spettri di antichi giganti.Non c'è da fidarsi per niente di una banda di Spriggan! Ci sono pochi gruppi di abitanti del mondo fatato tanto mascalzoni e pericolosi! Sono abili guardiani delle loro ricchezze, ma sono altrettanto abili a portare via quelle degli altri, e gli uomini sono una vittima molto frequente delle loro ruberie: portano via oggetti preziosi, scambiano i bambini umani con orrendi piccoli Spriggan, e oltre a questo sono autori di bravate del calibro di formare trombe d'aria che distruggono i campi, o di far appassire i raccolti. Troll Un Troll, folletto della Terra, può essere indifferentemente di varie misure: esistono Troll alti come un soldo di cacio, e altri grandi come montagne. Pare che i Troll giganteschi sarebbero stati i primi abitanti del nostro pianeta, e infatti rappresenterebbero appunto la forza primordiale che apparteneva all'inizio dei tempi, quella delle manifestazioni naturali più potenti e terrificanti, come le eruzioni vulcaniche, i terremoti o gli uragani.I Troll piccoli, invece, sono perlopiù custodi degli ambienti naturali. L'aspetto di un Troll è inconfondibile: hanno lunghi nasi ricurvi, appena quattro dita per piede e mano, e soprattutto una lunga coda pelosa. Poi possono esserci Troll con un occhio solo, altri con addirittura tre teste... tuttavia in genere non sono pericolosi. Sono piuttosto ingenui, ma al solito bisogna evitare di irritarli, perchè la loro ira non conosce limiti! I Troll non possono esporsi alla luce del sole, altrimenti diverrebbero di pietra, e quindi vivono di notte, e si proteggono dalla luce solare passando le giornate in foreste così fitte da essere buie, o sulle cime gelide delle montagne, dove i raggi del Sole non riescono ad arrivare. Voghee Lyno Questo folletto appare immediatamente simpatico: sarà per la sua pelata, sarà per la sua pancetta, sarà per il suo aspetto carino, ma è veramente difficile non prenderlo in simpatia. Appare come un buontempone, che ama bere e divertirsi in compagnia, e che ha la particolarità di saper scrivere, e infatti incide spesso le rocce che trova. Ma il suo aspetto carino nasconde un animo malizioso: ha infatti il viziaccio di rubare pignatte d'oro agli altri Folletti. Per questo suo vizio si è inimicato il Dukko, folletto che gironzola per le campagne proprio a caccia del suo nemico giurato e che si preoccupa di tornare il maltolto ai Folletti buggerati dal Voghee Lyno (ovviamente in cambio di una ricompensa). Non che il Dukko non ami la vita: e se il Voghee Lyno apprezza l'alcool, il Dukko preferisce appartarsi con graziose follette di varia specie! |
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